La regione MENA si trova di fronte a un significativo aumento della domanda di energia elettrica, conseguenza dell’espansione delle attività del settore industriale e delle costruzioni. È quanto emerge dal MENA Power Industry Outlook, che stima in 6,2 miliardi di dollari il valore totale dei progetti elettrici nella regione a fine settembre 2018.

Secondo l’Arab Petrolem Investment Corporation (APICORP), la capacità elettrica dei paesi MENA dovrebbe espandersi in media del 6,4% all’anno, pari a una capacità aggiuntiva di 117 GW per soddisfare l’incremento della domanda. Ciò richiederà nei prossimi anni ingenti investimenti sia nella produzione sia nella trasmissione e distribuzione di energia elettrica, stimati complessivamente in 260 miliardi di dollari. I governi della regione stanno espandendo i loro piani di investimento e molti puntano sulle energie rinnovabili per diversificare il mix di produzione elettrica grazie sia alle potenzialità che i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa presentano nei settori del solare e dell’eolico sia alla riduzione dei costi delle energie alternative negli ultimi anni. Tra i progetti attualmente in fase di studio o già operativi ci sarebbe un potenziale di produzione di 67 GW con significative opportunità di investimento. Si stima infatti che nella regione gli investimenti nelle rinnovabili saranno di 35 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020. Prospettive di crescita positive quindi per le rinnovabili in una regione, che oggi risulta una delle aree al mondo con minore sviluppo ma con grandi potenzialità nel settore.

Tra i paesi MENA il Marocco fa da testa di ponte, tanto da essere considerato un modello per l’intera regione e anche per il continente africano. Il governo marocchino mira a raggiungere il 42% della produzione elettrica da fonti rinnovabili nel 2020 e il 52% entro il 2030. Tra i progetti condotti dall’Agenzia marocchina per le energie rinnovabili (Masen) spicca il parco solare Noor vicino Ouarzazate che, con quattro centrali solari, un’estensione di 3.000 ettari e una capacità di 580 MW, è uno dei cinque più grandi al mondo. Per la realizzazione di questo cluster solare, che vede impegnate oltre 300 imprese, il Marocco si è avvalso di un finanziamento di 2,2 miliardi di euro da parte della Banca mondiale, della Banca europea per gli investimenti, della Banca africana di sviluppo e di altre istituzioni, in aggiunta ai 780 milioni di euro allocati dalla Masen. Il paese nordafricano, la cui rete elettrica è già connessa a quelle dell’Algeria e della Mauritania, ambisce a fungere da hub nelle interconnessioni elettriche con Europa e Africa sub-sahariana. In quest’ottica, Masen ha firmato a inizio novembre una lettera d’intenti con la Banca africana di sviluppo per partecipare alla realizzazione del progetto “Desert to Power” volto a favorire lo sviluppo di 10 GW di energia solare per fornire elettricità a 250 milioni di persone nella regione del Sahel. Tra le aziende straniere interessate a operare nel paese nordafricano figura anche Enel Green Power (EGP) che, in consorzio con Nareva la principale azienda elettrica indipendente in Marocco, sarà impegnata nella costruzione di un parco eolico a Midelt con una capacità di 180 MW. Si tratta del primo dei parchi eolici inclusi nel mega Projet Éolien Intégré da 850 MW.